Recensioni

Streghe e boia nel romanzo "Terra bruciata"

di Cinzia Cogni

(novembre 2019)

 

Leggere un libro che tratta il tema dell’inquisizione nei confronti di uomini e donne realmente esistiti nel XVII secolo e che subiscono processi e torture documentati fin nei minimi particolari, lo ammetto, non è stato facile.
Nonostante ami il romanzo storico e sia avvezza a certe letture, in questo caso, non sono riuscita a rimanere indifferente alle sofferenze psichiche e fisiche a cui vengono sottoposti i protagonisti di “Terra bruciata”.
L’autore, infatti, riesce a far immedesimare fin dalle prime pagine il lettore, attraverso uno stile introspettivo che rende i personaggi affini e reali, in questo modo si entra in simbiosi con loro e si percepiscono i loro tormenti, le loro paure, si comprende il loro modo di ragionare e questo indistintamente dalla vittima al carnefice, perche’ Gerry Mottis riesce a dare ad ognuno di loro un carattere e perfino un’anima.
Un romanzo che oscilla fra realtà e finzione, ma che inaspettatamente fa emergere sentimenti di commozione e compassione, oltre alla rabbia di toccare con mano, grazie alle testimonianze ritrovate negli Archivi di Circolo, l’ignoranza e la cattiveria di quel periodo storico, supportate e alimentate dalla Chiesa.

“L’inspiegabile si nutre dell’ignoranza e della fantasia della gente.”

Protagonista della storia è il boia Abadeus Kaspar che giunge dalle terre di confine delle 3 leghe per prendere il posto di quello precedente (misteriosamente ucciso) e che porterà a Comungrande di Mesolcina diverse novità.
Profondo conoscitore del “Malleus Maleficarum” o “Martello delle streghe” (il famoso libro guida per cacciare le streghe scritto nel 1487 da 2 frati domenicani tedeschi poi divulgato agli inquisitori cattolici),il nuovo Ministro di Giustizia sarà per questo motivo, ancor più temuto ed isolato dal resto della comunità e solo grazie ad una meretrice e conoscitrice delle erbe, Saphira, comincerà il suo cambiamento, scoprira’ cos’è la pietà, fino a prendere coscienza che le confessioni sotto tortura non sono la prova di una colpevolezza ne la personificazione del male.

Nelle taverne di paese, per le strade, tra le viuzze, dai balconi delle case, la notizia corse rapidamente:” sarebbe arrivato un nuovo boia, un carnefice italiano, ma dal sangue austriaco, che aveva già giustiziato centinaia di malviventi, condotto le più barbare esecuzioni, vietate per la loro crudezza – si speculava- entro i confini politici delle 3 leghe.

Durante i 4 processi raccontati nel romanzo, che si svolsero realmente tra il 1613 e il 1615 , l’ autore riesce a creare un atmosfera cupa e di terrore, senza tralasciare neppure il minimo dettaglio sui modi ed i metodi utilizzati dal Tribunale dei Trenta di Roveredo
e dal boia, mettendo in evidenza le sofferenze dell’inquisito.

” Ora bisogna notare che l’intenzione e l’appetito del Diavolo stanno più nel tentare i buoni che i cattivi, benché, dal punto di vista dei tentati, tenta i cattivi più dei buoni, e ciò perché nei cattivi si trova una capacità maggiore dei buoni a ricevere la tentazione del Diavolo. Così dunque il Diavolo cerca maggiormente di sedurre le più caste vergini e fanciulle, come dimostra l’esperienza e anche la ragione.”
Il Martello delle streghe. Prima parte. Capitolo I.

Uno stile incalzante, preciso, asciutto; una scrittura chiara e forbita, un romanzo storico ben documentato che ci permette di comprendere meglio come nascevano certe accuse, come venivano interpretate e come si arrivasse alla confessione fino alla sentenza definitiva…

“Non sono un assassino” ribadì il boia ” non spetta a me giudicare e condannare. Non provo piacere ad impiccare o ad ardere sul rogo. Proprio come tu non provi piacere a farti prendere da chicchessia. Facciamo solo quello che siamo chiamati a fare.”
” Povero ingenuo” disse la donna in tono materno ” io ho scelto di fare la puttana. Tu non hai scelto nulla. Sei stato assegnato al tuo mestiere da tuo padre, che l’ha probabilmente ereditato da suo padre, che a sua volta l’ha avuto dal padre, e così via. Intere generazioni di tormentatori. È questo quello che siete?”
” Siamo la mano armata della Giustizia”

Un libro che non si limita a raccontare un pezzo di storia, ma suscita emozioni, pone domande e lascia un senso di amarezza al pensiero che quel passato non sia morto: torture e discriminazioni frutto della religione e dell’ignoranza esistono ancora oggi ed e’ palese che non avverrà un cambiamento fino a quando l’uomo non sarà in grado di trarre insegnamento dagli errori del passato.

Il boia fece per allontanarsi.
” Perché vuoi aiutarmi? chiese allora il presunto stregone.
“Nulla potrà mai cambiare se continuiamo a fare ciò che facciamo, senza chiederci se sia giusto o sbagliato” affermò il boia.

"Terra bruciata", storia di streghe, storie di donne

di Alessandra Ottaviano

(novembre 2019)

Chi di noi, nelle nostre letture storiche, non si è mai imbattuto nel famosissimo “Malleus Maleficarum” ovvero il “Martello delle streghe”? Si tratta del libro guida alla caccia alle streghe, utilizzato anche dagli inquisitori cattolici, scritto nel 1487 dai frati domenicani tedeschi Jacob Sprenger e Heinrich Kramer.
Il libro di cui sto per parlarvi è, anche, un viaggio in questo controverso testo: l’autore ci regala diversi stralci in corsivo di questo manuale, portando alla luce il suo contenuto raccapricciante.
Il romanzo è ambientato a Mesolcina agli inizi del 1600 durante la persecuzione alle streghe.
Nella valle imperversano il caos, la violenza, la superstizione e il sospetto. Per riportare l’ordine, l’autorità giudiziaria di Roveredo assolda Abadeus Kasper come ministro di giustizia, ovvero come boia. L’incarico è, infatti, rimasto scoperto giacché il precedente giustiziere è stato trovato misteriosamente cadavere.
Il protagonista, nato dalla fantasia dell’autore, è veramente portentoso. Un omone oscuro, terribile, sicuro di sé, convinto di trovarsi nel giusto, fiero del suo lavoro tramandato da generazioni. La sua è una lunga conoscenza dei metodi della tortura acquisita negli anni, sommata alla conoscenza del “Martello delle streghe”. Al tempo stesso, per quanto possa sembrare strano visto il “lavoro” che svolge, Kasper è un uomo che ama l’arte e la natura, appassionato di disegno e pittura.
“Kasper aveva sempre avuto un intuito sopraffino . Sapeva leggere nell’animo delle persone, percepiva i tremiti segreti che occultavano verità sottaciute.”
Kasper vive come un reietto ai margini della società, vittima della superstizione.
“Riverito come un santo e temuto come il diavolo”
Trova amicizia sincera in Saphira, una meretrice esperta nell’arte dell’erboristeria che lo conduce a sperimentare nuovi sentimenti . Soprattutto, quando l’uomo, rendendosi conto che le sentenze emesse dai giudici a carico di streghe e stregoni spesso sono frutto di mere dicerie senza nessun fondamento cade in una profonda crisi di coscienza che lo destabilizza, Saphira gli resta vicino aiutandolo a interrogarsi su se stesso e sul significato profondo del suo officio. Purtroppo anche lui verrà toccato in prima persona da tali ingiustizie.
Abadeus stringe anche una bizzarra amicizia con Gaspare Maffio il fabbro di paese, un uomo pragmatico, una sorta di filosofo liberale che vive in solitudine ma che non disdegna di dispensare perle di saggezza al suo amico.
“Io credo solo nei miei ferri, le superstizioni le lascio ai deboli di intelletto.”
La trama ruota attorno a quattro processi, realmente accaduti a Mesolcina, che hanno portato alla luce atroci torture e palesi ingiustizie comminate a carico di uomini e soprattutto donne tacciate di stregoneria e connivenza con il demonio, esseri umani che hanno dovuto subire torture indicibili e infine il rogo o la decollazione.
“Terra bruciata” è un romanzo intenso, profondo, a tratti crudo ma anche commovente, che porta a riflettere su un periodo oscuro e tragico. E’ un libro ben scritto, scorrevole, diretto, nonostante la mole,ricco di rimandi storici, l’autore ci riporta minuziosamente gli interrogatori e le agghiaccianti pratiche di tortura usate per estorcere le confessioni. In particolare si sofferma molto nella controversa figura del giustiziere portando il lettore a compiere le stesse profonde riflessioni del protagonista.
“Ai boia non era mai interessata la conferma della verità estorta con crudeli torture, erano dei semplici strumenti giudiziari … la mano pesante di giudici cavillosi, funzionari sprezzanti,inquisitori perversi che aborrivano però il sangue, le urla, gli sfinimenti delle creature di Dio, delegando perciò al potere secolare e dunque ai boia di compiere la volontà degli uomini guidati dall’intelletto a mantenere l’ordine e perseguire il bene comune.”

Le streghe? Donne scomode e diverse

di Carlo Silvano

(novembre 2019)

"Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo" è l'ultimo romanzo pubblicato da Gerry Mottis e sta ottenendo un meritato successo con ristampe e anche con un’edizione in lingua tedesca. Dall’uscita del libro ad oggi l’Autore ha partecipato a numerose presentazioni pubbliche, confrontandosi con i propri lettori su temi delicati come la persecuzione, i processi sommari e le condanne che tante persone – soprattutto donne – hanno subito per essere state accusate di stregoneria. “Secondo le statistiche afferma il prof. Mottis – il 95% delle donne (e degli uomini) accusate di stregoneria era innocente. Si tratta dunque di una vera e propria barbarie, frutto di un’isteria collettiva che ha causato una catena di morti ingiuste (stimate in diverse centinaia di migliaia di vittime in Europa), di cui nessuno oggi si è ancora assunto la colpa. Di fatto, streghe e stregoni erano persone umili, spesso sole o diverse, che svolgevano attività sociali travisate dalla Chiesa o dai Giudici, che non erano tollerate dal potere vigente. Erano raccoglitrici, guaritrici, levatrici, educatrici, che spesso compivano dei riti di origine pagana nei boschi o nelle radure – o comunque in zone appartate – per invocare Diana, la dea dell’abbondanza, della fecondità, dei buoni raccolti ecc. Riti normalissimi durante tutta l’Antichità che, con l’avvento del Cristianesimo prima, e del Protestantesimo poi, sono invece stati interpretati come cerimonie di venerazione del Diavolo e, di conseguenza, violentemente combattuti. Da un lato, dunque, si può affermare che la “caccia” alle streghe fungesse da “capro espiatorio” per dare una risposta ai mali che affliggevano le società dell’epoca (carestie, malattie o morti improvvise di bestie o persone, frane, valanghe, incendi, devastazioni naturali ecc.), di cui non si conoscevano le cause; dall’altro, invece, era un metodo ragionato di potere e di controllo col “terrore” sulle masse della povera gente, analfabeta e miserrima, o per combattere (processando, torturando, giustiziando) gli avversari politici di un certo rango (soprattutto nelle città)”.
Il prof. Gerry Mottis (1975), autori di diversi libri, vive tra Lostallo in Val Mesolcina e Camorino ed è docente di lingua italiana e storia. Qui di seguito viene proposta una sua intervista sul romanzo storico “Terra bruciata”.

Contatti

Gerry Mottis - Docente e scrittore GERRY MOTTIS
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